15/01/2023
Oggi abbiamo concluso la Dakar Classic a Damman, dopo 13 tappe in cui abbiamo attraversato l’Arabia Saudita da Ovest a Est. Gara di regolarità che poco o nulla assomiglia alla Dakar “vera”, rimane comunque una gara con i suoi regolamenti che, chi vuole correre per vincere deve sapere leggere, interpretare ed agire di conseguenza.
Alla fine abbiamo concluso al Quarto posto assoluti, abbiamo fatto molto bene le prove di navigazione ed abbiamo vinto 2 prove di regolarità. Tutto sommato è andata bene.
Il ns Nissan Tecnosport è stato perfetto, tranne nella rottura dei tergicristalli nella tappa sotto al diluvio
Foto video sui social ma sto preparando un riassunto finale ed un album
Inizia la mia settima Dakar, questa volta nella categoria Classic. Pilota, Team e marchio come nella prima Dakar nel 2001: GAROSCI RICCARDO, Nissan Tecnosport.
Dopo tanti anni lo spirito è diverso, così come le motivazioni. Rimane la voglia di fare bene e di gestire l’avventura nel deserto.
Ho affrontato la Dakar nei 3 differenti continenti Africa, America del Sud e ora Medio Oriente (Arabia Saudita) ma sembra di partire per la prima gara di Cross Country, emozioni forti.
Con te se ne è andata una parte di me, un amico, un collaboratore, un professionista e un amante del Motorsport serio, quello fatto di valori e di sportività.
Sei sempre stato amante della vita, della famiglia e degli amici, questo ti ha sempre contraddistinto tra tutti.
Farò di tutto per poter portare i tuoi progetti ed i tuoi valori, per far sapere a tutti quante cose belle hai fatto!
Ricordo tutte le “follie” che abbiamo fatto insieme: la 24 Ore di Tout Terrain, Tandalò ed i Tour in posti strani della Sardegna.
Venerdì 13, non sono superstizioso ma fa sempre effetto, forse perché i film americani ci hanno influenzato.
Mese 11 di 12 del 2020, un anno incredibile per me, nel bene e nel male. L’emergenza Covid ha vanificato migliaia di ore di lavoro su molti progetti ma, come per incanto, mi ha aperto nuove strade, una fra tutte quella della Ferrari. Alcuni eventi della mia vita lavorativa non si posso raccontare ma, per me che li vivo, sono esperienze fantastiche che mi continuano a dare la voglia di non fermarmi.
Nonostante la difficoltà negli spostamenti, ho viaggiato molto per l’Europa, ebbene si, viaggiare mi piace, a prescindere al motivo e dalla destinazione. Mi rendo conto di quanto è grande e diverso il Mondo, di quante visioni differenti della stessa cosa ci possono essere. Inoltre parli lingue diverse, ti confronti con persone che non sai nemmeno come si chiamano, viaggiare aiuta a capirsi meglio ed a pesare le priorità della vita.
Scritto sul volo Amsterdam – Praga, vista nuvole.
Ho tempo quindi vi racconto un po’, da Settembre ho preso vari voli per l’Europa, beh lo scenario negli aeroporti è impressionante, sono completamente vuoti! Come utente è piacevole perché non ci sono file, tutti sono gentili e si va meno di corsa rispetto a prima. Poi però penso a quanti negozi sono chiusi, a quanta gente ha perso il lavoro ed a quanti posti sono andati in fumo per chi lavora nell’indotto degli aeroporti. Le compagnie aeree non so come potranno uscire da questo tunnel, spero riescano a trovare la soluzione perché altrimenti si ritornerà come 20 anni fa a volare solo con grandi disponibilità e con meno tratte disponibili.
Perché il virus non si ferma? Non lo so, però un’analisi me la concedo. Se a fine lockdown, almeno in Italia, eravamo quasi a contagio zero, perché ora siamo tornati a oltre 30.000 contagi al giorno? Non sarà perché ancora oggi c’è gente che gira con la mascherina sotto al mento? Operatori di bar e ristoranti che, visti con i miei occhi, stanno al banco o servono con la mascherina abbassata? Non sarà che, da quando ci hanno liberato, molti sono partiti per andare in vacanza all’estero quando prima tutti IO RESTO IN ITALIA? Forse questo non influisce ma di certo ce la siamo ricreati noi questa seconda ondata e, visto che non è chiaro il modus operandi, prenderemo anche la terza, la quarta etc etc.
Parlo al plurale ma vorrei precisare che io sto sempre con la mascherina FFP2 indossata, mi “igienizzo” le mani ogni volta che tocco qualcosa e cerco di stare il più lontano possibile da tutti. Non so se questo basta per farmi schivare il contagio ma per lo meno presto la massima attenzione.
Buon week end a tutti.
#travelblogger #rudytravelblogger
Le gare di regolarità ormai fanno parte della mia “vita agonistica”, sono eventi dove la precisione e la concentrazione devono essere sempre al massimo e questo mi stimola. Ok, non c’è l’adrenalina di una gara di rally o di cross country ma rimane un evento sportivo in cui misurarsi.
Al Tour Auto ci sono arrivato perplesso in quanto è l’unica (credo) gara di regolarità in cui ancora oggi sono vietati tutti gli strumenti elettronici. Ammetto che, dopo il disorientamento iniziale, è stato molto bello capire come gestire le misurazioni con il cronometro meccanico (mi sentivo un po’ l’allenatore nel pallone…). Purtroppo la nostra Ferrari Dino aveva il conta miglia e non il conta chilometri, questo ci ha aumentato molto la difficoltà nell’essere precisi ed in più abbiamo capito che il conteggio era leggermente sballato quindi dopo 5 km di prova era impossibile “stare in media”.
Resta una bellissima esperienza, 5 giorni intensi e lunghi, circa 2.100 km totali, 4 circuiti, 10 prove speciali su strade (chiuse). Moltissime auto, una più bella e costosa dell’altra. Chi ha partecipato alla versione competizione si è sbizzarrito nel dare gas con dei veicoli storici ma potenti.
Grazie al mio pilota Luigi ho vissuto una bella esperienza che mi aiuterà nelle prossime edizioni.
